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February 24 "Lo Hobbit" è stato confermatoDopo lunghe attese,riceviamo finalmente notizie vere:
Lo Hobbit è CONFERMATO...
I nostri favolosi Peter Jackson e Fran Walsh saranno
i produttori esecutivi di
due film basati su "Lo Hobbit".
Brevemente vado a tradurvi parte iniziale relativa documento ufficiale rilasciato dalla Metro Goldwyn Mayer e New Line Cinema
che ho trovato sul nuovo Blog de "Lo Hobbit",
datato 18 Dicembre 2007:
Mgm e New Line Cinema co-finanzieranno e co-distribuiranno due film,"The Hobbit" ed un sequel de "Lo Hobbit".
New Line distribuirà in Nord America e MGM nel resto delle nazioni.
Peter Jackson e Fran Walsh parteciperanno come produttori esecutivi basati su "Lo Hobbit".
New Line Cinema si occuperà della produzione dei film,che verranno girati simultaneamente.
Il resto della lettera ufficiale è consultabile sul Blog de "Lo Hobbit"
The Hobbit: The Official Movie Blog
Una vera e propria Community con possibilità di iscrizione e dove troveremo anche tutte le foto del casting e del film relative alla nuova produzione.
Eccoci finalmente nella nuova Era Tolkeniana cinematografica,
dove,sono sicura,rivedremo animarsi le parole fantastiche di questo romanzo...
Grazie,Tolkien,e grazie MGM e New Line!
February 17 Fëanor - Una Storia, Una Rovina...Era da tempo che desideravo "descrivere"
il personaggio di Fëanor,
la parte avuta nella narrazione dettagliatissima di Tolkien,
ma più di ogni altra cosa,voglio
trasmettere
questa conoscenza...
un personaggio dallo spirito di fuoco,
il più grande tra tutti gli Eldar,
un grandissimo guerriero, artigiano...
il forgiatore dei SILMARIL
-*-Fëanor-*-
(Curufinwë)
CRONACA DI UN RE
Nacque nel 4679, negli Anni degli Alberi.
Morì nell'anno 1 della Prima Era.
famoso per aver creato i Silmaril e per le vicende ad essi seguenti.
Fëanor è la forma sindarin della parola quenya Fëanáro, che significa Spirito di fuoco. Tale nome gli fu attribuito dalla madre Míriel alla nascita: ella sentì infatti che, nel partorirlo, la forza del proprio spirito e del proprio corpo si infuse in lui, tanto che poi decise di essere sgravata dalla fatica di vivere, ed il suo spirito trapassò nelle Aule di Mandos.
Il nome paterno, invece, fu Curufinwë, dove cur significa "acuto", anche nel senso figurato di "intelligente, abile", mentre finwë è il nome del padre di Fëanor, sicché Curufinwë letteralmente significa "Destrezza di Finwë".
Queste enormi qualità andavano in lui di pari passo con una caparbietà ed un orgoglio altrettanto enormi. Quindi le sue gesta furono al di sopra della contesa tra Melkor ed i Valar e la sua condotta lo portò ad inimicarsi entrambe le fazioni.
L'aggettivo che meglio descrive ogni tratto della personalità di Fëanor è sconfinato, nel bene come nel male, o meglio al di là del bene e del male.
Vita a Valinor
Fëanor nacque nel reame beato di Valinor, primo figlio di Finwë re dei Noldor e della moglie Míriel. Dopo la morte della moglie, Finwë si sposò con Indis dei Vanyar, da cui ebbe due figli, Fingolfin e Finarfin; Fëanor non vide di buon occhio questo matrimonio, provò sempre una forte antipatia per i suoi due fratellastri e la matrigna e li evitò il più possibile, vivendo lontano da loro oppure viaggiando per la terra di Aman
Fëanor si sposò molto giovane con Nerdanel, figlia di Mahtan, fabbro dei Noldor. Da lei ebbe sette figli: Maedhros l'alto, Maglor il cantore, Celegorm il chiaro, Caranthir lo scuro, Curufin il destro e i gemelli Amrod e Amras; alcuni ereditarono dalla madre un carattere più docile e meno impulsivo rispetto a quello del padre.
La maturità di Fëanor coincise anche con il periodo in cui Melkor venne scarcerato dalle prigioni di Mandos ed ottenne il perdono dei Valar, dichiarandosi pentito delle sue malefatte. In realtà l'odio di questi per la felicità dei Valar e degli Elfi era immenso, e come vide i Silmaril, li bramò al di sopra di ogni altra cosa. Tuttavia riuscì ad ingannare Manwe e i Valar, rimanendo a Valinor apparentemente per aiutare con la sua saggezza i Noldor,fornendo loro le indicazioni necessarie, tra l' altro, per la costruzione dei Palantiri anche se in realtà mirava a corromperli, e ad estraniarli dai Valar.
Melkor sfruttò il temperamento esplosivo di Fëanor insinuando che il suo fratellastro Fingolfin non solo tramava per prendere il suo posto come erede di Finwë, ma aveva anche adocchiato i Silmaril. L'ostilità di Fëanor crebbe a tal punto da minacciare con la spada la vita di Fingolfin davanti al padre. (È in questo periodo che, sobillati da Melkor, i Noldor iniziarono a forgiare armi.) Per questo atto, i Valar lo esiliarono a Formenos, roccaforte nella quale Fëanor portò il suo tesoro, insieme ai Silmaril chiusi in uno scrigno blindato. Infatti con il passare del tempo, Fëanor sviluppò un'amore sempre più viscerale e possessivo per i tre gioielli, e non sopportava nemmeno di tirarli fuori dal loro nascondiglio per mostrarli, salvo ai figli. Anche Finwë si ritirò a Formenos, per solidarietà al figlio maggiore, lasciando come reggente Fingolfin.
I Valar compresero che il vero responsabile del tralignamento di Fëanor era Melkor, e mandarono Tulkas per imprigionarlo nuovamente, ma troppo tardi: Melkor era sparito. Riapparve poco tempo dopo proprio a Formenos, dove finse solidarietà all'esiliato Fëanor, e cercò di convincerlo di nuovo delle sue bugie sulle mire del fratellastro. Per sua sfortuna, Fëanor indovinò quale fosse il suo vero obiettivo, e in un'accesso d'ira sbatté fuori dalla porta "il più possente degli abitatori di Eä". Ricolmo di rabbia, Melkor dovette andarsene, anche per il fatto che i Valar avevano ricominciato a dargli la caccia. Egli si diresse prima verso nord per sviare i suoi insegutori, convinti che volesse ritornare alle sue antiche fortezze nella Terra di Mezzo, per poi dirigersi improvvisamente verso l'estremo sud del mondo, nella regione di Avathar.
I Valar cercarono di ricucire lo strappo tra Fëanor e Fingolfin invitandolo in occasione di una solenne festività e qui Fingolfin offrì la mano al fratellastro:
Messosi in marcia con tutta la schiera dei Noldor al seguito, Fëanor comprese ben presto che l'entusiasmo non sarebbe certo bastato a riportarli tutti nella Terra di Mezzo; per questo, giunto alle spiagge di Aman, chiese l'aiuto dei Teleri e delle loro navi per poter attraversare il mare e ritornare nelle terre mortali;
di fronte al rifiuto di questi, decise di impadronirsi con la forza dei vascelli, Impadronitisi delle navi, la schiera dei Noldor prese a manovrarle alla bell'e meglio seguendo la costa verso nord, quando furono sorpresi da una terribile tempesta, nella quale molti vascelli andarono distrutti e parecchi elfi annegarono.
Giunti all'estremità settentrionale del Reame Vigilato, nella montagnosa e fredda Araman, essi incontrarono un araldo di Manwe, probabilmente Mandos, il quale pronunciò contro di loro una terribile maledizione, detta Sorte dei Noldor, o Profezia del Nord. Fu allora che, pentitosi di quanto accaduto, Finarfin, il figlio minore di Finwë, tornò indietro con la sua schiera; essi furono perdonati dai Valar e Finarfin divenne l'Alto Re dei Noldor a Valinor. I suoi figli, invece, proseguirono lungo il cammino intrapreso.
Anche così, però, Fëanor si rese conto che non c'erano abbastanza navi per traghettare tutti quanti in una volta sola; per questo, decise di lasciare tutti quelli che erano fedeli agli altri principi dei Noldor che l'avevano seguito, ma non a lui; così, lui, i suoi figli e i loro seguaci furono la prima schiera ad arrivare nell'estremo ovest del Beleriand, a Losgar, nella terra di Lammoth (Lungo Eco), dove poco tempo prima erano transitati Morgoth ed Ungoliant. Qui Fëanor decise di bruciare i vascelli, abbandonando così Fingolfin e le sue schiere a morire di freddo e stenti nelle regioni settentrionali. Essendo la Terra in quei giorni piatta, le fiamme furono avvistate da Fingolfin e dai suoi, che compresero così di essere stati traditi e che l'unica possibilità di giungere alla Terra di Mezzo era passare attraverso l'Helcaraxë. L'impresa fu terribile, e compiuta a prezzo di enormi sacrifici e gravi perdite, ma alla fine Fingolfin e le sue schiere giunsero a destinazione, e la loro acredine nei confronti di Fëanor ed i suoi figli era enorme.
L'incendio delle navi nel Losgar fu avvistato anche da Morgoth, che saputo così dell'arrivo dei Noldor, fece immediatamente uscire le sue armate da Angband, con l'intento di non dar loro un solo istante di tregua e ricacciarli immediatamente in mare. La battaglia, che si svolse nella regione di Mithrim, fu detta Dagor-nuin-Giliath (Battaglia Sotto le Stelle), e fu vinta dai Noldor, che dispersero le legioni di Morgoth
Fëanor, esaltato dalla vittoria, insieme ai figli mosse alla volta di Angband, credendo di poter avere di lì a poco la propria vendetta.
Purtroppo, nella sua foga si era staccato troppo dal resto del suo contingente, e fu rapidamente circondato dai Balrog inviati da Morgoth ed abbattuto da Gothmog, capitano dei Balrog.
Sebbene i figli, giunti coi rinforzi, fossero riusciti a disperdere le forze di Morgoth e a riportare il padre al loro accampamento, le ferite riportate da Fëanor erano letali, ed egli, maledicendo ancora una volta Morgoth ed esortando in figli a tener fede al giuramento, morì.
Feanor non tornò più dalle Aule di Mandos, dove il suo spirito si recò, e mai tornerà, fino a dopo la Dagor Dagorath.
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